638 52. Gli uomini santi a volte sono portati, per
impulso dello Spirito Santo, a manifestare alcune cose che
li riguardano, o perché la gloria di Dio esige che
si riveli un colloquio o lo richiede il dovere della carità,
a edificazione del prossimo.
Per questo, un giorno il beato padre riferì ad un frate,
che amava moltissimo, queste parole, che proprio allora aveva
riportate dal suo incontro personale intimo con la Maestà
Divina: «Ora – disse - vive sulla terra un servo
di Dio, in vista del quale il Signore non permetterà
che la fame infierisca sugli uomini, sino a quando vivrà».
Non vi è nulla di vanità in questo, ma è
il racconto santo che la carità ha suggerito a nostro
bene con parole sante, modeste: quella carità, che
non cerca il suo interesse.
E non poteva essere taciuto con un silenzio inutile la prerogativa
di un così grande amore di Cristo per il suo servo.
Abbiamo infatti visto tutti coi nostri occhi come siano trascorsi
nella pace e nella quiete i tempi, sino a quando è
stato in vita il servo di Cristo e quale abbondanza vi sia
stata di ogni bene. Non si pativa fame della parola di Dio,
perché i predicatori erano allora soprattutto pieni
di fervore ed i cuori di quanti ascoltavano erano graditi
a Dio. Chi portava l'abito religioso rifulgeva per esempi
di santità. L'ipocrisia dei sepolcri imbiancati non
aveva ancora intaccato anime così sante, né
quanti sanno mascherarsi avevano sparso col loro insegnamento
tante novità e tante favole.
Giustamente quindi abbondavano i beni materiali, poiché
tutti amavano così sinceramente quelli eterni.
639 53. Ma con la sua morte, si invertì completamente
l'ordine delle cose e tutto mutò: ovunque guerre e
sommosse e molti Stati furono subito devastati dall'infuriare
di epidemie diverse. Anche l'orrore della carestia si diffuse
in lungo e in largo, causando con la sua crudeltà,
che supera tutti gli altri mali, numerosissimi morti. La necessità
infatti mutò in cibo tutto in quel momento e veniva
triturato dal dente dell'uomo anche ciò che i bruti
solitamente rifiutavano. Si preparava infatti il pane con
gusci di noci e corteccia d'albero. Qualcuno ha chiaramente
ammesso che l'amore paterno sotto la spinta della fame non
era rimasto afflitto, per usare un eufemismo, per la morte
del figlio.
Ma affinché sia del tutto palese chi fosse quel servo
fedele, per amore del quale la collera divina aveva trattenuto
la sua mano, lo rivelò Francesco stesso. Pochi giorni
dopo la sua morte, al frate al quale ancora in vita aveva
predetto la calamità, manifestò in modo chiaro
che era lui il servo di Dio.
Infatti una notte il frate nel sonno si sentì chiamare
ad alta voce: «Fratello, è imminente la carestia,
che il Signore non ha permesso che venisse sulla terra, finché
io ero vivo». Il frate si svegliò a quella voce
e riferì più tardi l'accaduto. Tre notti dopo
il Santo gli apparve nuovamente e gli ripeté la stessa
cosa.